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martedì 17 settembre 2013

Ti ricordi il pugno di fuoco?


Me l'aveva descritto il solito compagno di banco, questo nuovo gioco dove dovevi menare dei ninja e dopo aver sfidato un ciccione sputafuoco ti trovavi a combattere sul tetto di un tir... poi se tenevi schiacciato il pulsante dei pugni potevi tirare il pugno di fuoco! E che roba era? "Dragon Ninja" risponde lui.

Domenica me ne stavo già nella mitica sala giochi che completava un bel luna park (oggi molte delle giostre non esistono più e le due sale giochi sono diventate sale video poker e slot machine) a girare tra i coin op dell'epoca e me lo ritrovo tra Double Dragon e Pac-Land: due partite, arrivo solo a metà del secondo livello. Il gioco era bello tosto anche se non particolarmente originale. Sembrava di vedere una versione pompatissima di Kung fu Master ma l'azione era tanta, la grafica per l'epoca era straordinaria e dettagliatissima, si poteva giocare anche in coppia, le mosse per menare i nemici erano abbastanza varie, i ninja rossi poi una volta uccisi ti lasciavano dei bonus tra cui un pugnale o un nunchaku (i manganelli!!!) e poi c'era il pugno di fuoco che era un piacere anche per gli occhi, col nostro Bad Dude che prendeva fuoco e scagliava un cazzotto che quando andava a segno esplodeva e annientava un bel po' di ninja che avevano la sfortuna di trovarsi sulla nostra strada.

Perchè Double Dragon era figo ma non c'aveva il pugno di fuoco.
La trama era pure una robina presa pari pari dai film di arti marziali che andavano tanto di moda allora: il presidente è stato rapito da un organizzazione tipo mafia orientale, capeggiata dal Dragon Ninja, un tizio con la corazza di Shredder e una maschera da demone del teatro kabuki. Tu sei uno dei due tipacci in tenuta tamarra (canotta nera, jeans e scarpette sportive comprate al mercatino rionale a 6 euro il paio) ed esperto di risse da scuola arti marziali che deve addentrarsi nel covo dei nemici affrontando vari livelli con tanto di boss finali fino a sconfiggere il cattivone e liberare il presidente...

...facile, no?
Ora, non ricordo quanto tempo passò, ma acquistai il mio primo numero di Zzap! speranzoso di trovare notizie di una prossima conversione per Commodore 64 di quel rullakartoni che aveva solleticato le mie voglie di videogiocatore e che putroppo, essendo quella sala giochi frequentabile da noi poveretti solo qualche volta di domenica, non potevo godermi ogni giorno quella meraviglia piena di ninja da annientare col pugno di fuoco (poi arrivò il Mame32, ma moooooolti anni dopo...). Trovai le notizie che cercavo e la review di una conversione per Amstrad CPC464 (che potete leggere qui: Parte1 - Parte2) promossa a pieni voti... quindi la versione C64 doveva esistere per forza, infatti un paio di settimane dopo iniziò a girare sul mio computer casalingo.

La cassettina
Inizialmente fu una mezza delusione, non tanto per la grafica che ovviamente non poteva essere riprodotta fedelmente su un 8 bit (a parte la spettacolare versione NES... ma all'epoca nemmeno lo sapevamo!) e che faceva anche la sua discreta figura ma per tutto il resto: i controlli macchinosi e "rigidi", il sistema di collisione coi nemici era orrendo, mancava pure il boss del livello 4 (il tizio in armatura sostituito da quello del livello 6, così per il livello 6 si ripeteva il primo boss), i nunchaku e un quintale di nemici (i ninja spadaccini, i cani, i piccoletti con gli artigli...), niente opzione due giocatori e il nostro tipaccio non si incendiava quando caricava il pugno di fuoco che pure perdeva di ogni effetto spettacolare e di efficacia risultando un normale pugno colorato di giallo...

La versione C64
 ...però il gioco c'era, dai, e a lungo andare la conversione risultava abbastanza piacevole da giocare, e nemmeno troppo semplice se non scoprivi alcune strategie per andare avanti. I livelli c'erano TUTTI, la grafica era bellina, discretamente colorata e animata e piacevole nonostante le donne ninja sembrassero più delle mignotte di basso rango che delle sensuali e letali guerriere, la musica che ci accompagnava era semplice ma adatta al gioco (certo, tutt'altra cosa le bellissime musiche del coin op)... su Zzap! non ebbe lo stesso successo della conversione per Amstrad CPC464 ma nemmeno venne bocciata (la recensione la trovate QUI); insomma, bastava dimenticare che si trattava di un porting mediocre di un discreto prodotto da sala giochi e si aveva un beat 'em up più che sufficiente per le potenzialità del piccolo Commodore casalingo e capace di farci passare delle ore contro quei maledetti ninja che sembravano invincibili (questo per colpa del pessimo fattore di collisione)...  certo, qualche anno dopo sarebbe arrivato l'Amiga con una conversione decisamente degna, stupefacente e quasi uguale alla versione originale ma forse un po' priva del fascino e dell'ingenuità degli anni a 8 bit... e poi nonostante tutto c'era pure il pugno di fuoco!

1 commento:

  1. Ciao. Mi sono permesso di darti un premio:
    http://storieneodqu.wordpress.com/2013/09/25/un-premio-da-alchimie/

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